Quali sono i vantaggi e gli aspetti da tenere in considerazione nella progettazione di una sala ibrida?

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La sala operatoria ibrida

Le nuove tecnologie stanno cambiando la forma, le dimensioni e le modalità di intervento in sala operatoria.

Oggi, le possibilità di effettuare procedure a distanza, di estendere le capacità chirurgiche attraverso la robotica e l’integrazione con la diagnostica per immagini, permettono interventi sempre più complessi e meno invasivi

Una delle peculiarità della sala ibrida è il complesso articolato delle diverse procedure.
Questo è un elemento che può essere critico dal punto di vista organizzativo per quanto riguarda le competenze che ilpersonale deve acquisire per avere la padronanza nell’esecuzione delle procedure e nell’utilizzo delle diverse apparecchiature e strumentazione.

La sala operatoria ibrida è quindi ambiente multifunzionale che assume contemporaneamente la funzione di sala di diagnostica (radiologica, emodinamica ed interventistica) e di sala chirurgica propriamente detta.

Quali sono i vantaggi?

  1. la Chirurgia mini-invasiva,con interventi guidatidalle immagini catetere,garantiràun ambiente sicuro e sterile e anche una squadra completamente integratacompostada cardiologo interventista, chirurghi e anestesisti cardiaci e vascolari,con il supporto di personale qualificato per ottenere risultati migliori e ridurre la mortalità operatoria e morbilità e anche la riduzione di complicanze maggiori. La chirurgia mini-invasiva elimina anche la necessità di grandi aperture chirurgiche e cicatrici successive.
  2. pazienti ad altissimo rischio precedentemente ritenuti non idonei per un intervento chirurgico
    ,soprattutto i pazienti anziani con malattie cardiache e valvolari più complessi potranno
    essere sottoposti a queste procedure in modo sicuro. Se l’intervento tradizionale è precluso perché troppo rischioso oppure non è ottimale se realizzato con il solo ausilio di cateteri., p
    ottràessere eseguito per via percutanea.
  3. Migliorata la velocità di recuperodel paziente.
  4. Risparmio di tempo edenaro:la chirurgia mini-invasiva ha infatti un suo vantaggio perché può
    essere condotta con anestesia loco-regionale.

Per esempio la normale prassi per l’installazione di uno stent vascolare, consisteva nell’operare il paziente in sala angiografica (reparto di radiologia), su un tavolo di radiologia (non operatorio) e molto spesso senza la dotazione tecnologica di sala operatoria. In caso di complicazioni derivanti dall’intervento, il paziente doveva essere spostato con urgenza dalla angiografica al reparto operatorio con conseguenti elevati livelli di criticità per il paziente.

Esistonopoi una serie di procedure che possono essere effettuate solo con una stretta cooperazione tra equipe chirurgica e radiologia/cardiologia interventistica, come ad esempio i sempre più diffusi interventi di TAVI (Transcatheter Aortic Valve Implantation, protesi della valvola aortica per via endovascolare) o gli interventi combinati di impianto di stent coronarici e by-pass chirurgici. La possibilità di combinare la chirurgia tradizionale con la diagnostica per immagini coinvolge figure professionali diverse, che dovranno lavorare in team mettendo a disposizione le proprie competenze specialistiche. La progettazione di queste sale, richiede dunque, un approccio multidisciplinare dal momento che cardiochirurghi, chirurghi vascolari, cardiologi, emodinamisti, radiologi ed anestesisti si trovano ad operare a in stretto contatto.

Il vantaggio è quello di consentire l’implementazione di tecniche interventistiche in modalità mininvasiva garantendo un approccio multispecialistico ed in un’unica seduta, che viceversa richiederebbe interventi ben più complessi, implementabili con non poche difficoltà. La mininvasività associata ad interventi complessi è un beneficio importante per il paziente che potrebbe tornare alla vita di tutti i giorni in meno tempo rispetto agli approcci tradizionali definiti a “a cuore aperto”.

Quali aspetti devono essere tenuti in considerazione nella progettazione dei una sala ibrida?

La corretta progettazione di una sala operatoria ibrida, deve quindi tenere conto di tutti gli aspetti e requisiti propri sia di una sala operatoria (flussi laminari o unità di trattamento aria, aspetti architettonici, dotazioni impiantistiche e attrezzature) sia di una sala di radiologia interventistica o emodinamica (ingombri e requisiti delle attrezzature radiologiche). Ciò implica l’integrazione perfetta di tutte le attrezzature che concorrono a definire l’allestimento tecnico-sanitario a quelle previste per una sala di cardiochirurgia “classica”.

A questo si aggiungono le strumentazioni che consentono l’utilizzo di tecniche di imaging in grado di guidare le procedure interventistiche ma anche di fornire il controllo in tempo reale del risultato ottenuto senza movimentare il paziente.

Lo spazio deve essere ampio per consentire la presenza di tutte e attrezzature e permettere all’equipe di muoversi agevolmente; la dimensione delle apparecchiature, in particolare può variare, se si decide di installare “ceiling-mounted” (sistemi ancorati a soffitto)o “floor mounted” (sistemi ancorati a pavimento). Inoltre occorre considerare zone di lavoro(working area) dei sistemi angiografici.

Molto importante è l’area riservata allo stoccaggio dei dispositivi utilizzati per le procedure e per lo strumentario chirurgico oltre che ad armadi o carrelli mobili procedurali per l’attività routinaria e per le urgenze.

A cura della
Dott.ssa Trenti
Professore a contratto Presidenza della Scuola di Medicina e Chirurgia
Università degli Studi di Bologna.

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